I videogames come strumento efficace per migliorare le capacità cognitive

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Roberto Baiocco che di mestiere fa il ricercatore del Dipartimento di Psicologia alla Sapienza di Roma, l’ha definita “la felicità di plastica”.

Stiamo parlando di quella sensazione molto forte di compiacimento e soddisfazione che in molti provano nel giocare a videogiochi con utenti in tutto il mondo.

Questa realtà virtuale, però, sembra sempre più fine a se stessa e rischia di provocare un vero e proprio isolamento sociale.

Sono soprattutto gli adolescenti ad essere fortemente attirati dai videogames. Per giocare viene utilizzato internet ma anche le consolle, i PC, gli smartphone ed i tablet.

Tra i tipi di giochi più gettonati troviamo le gare online che prevedono la creazione di qualcosa ed i videogiochi che danno la possibilità di immedesimarsi in pericolosi fuorilegge o altri personaggi non sempre lineari ed etici.

Il problema più rilevante, però, sembra essere la quantità di ore che i ragazzi trascorrono giocando. Questo dovrebbe spingere i genitori a domandarsi il motivo per il quale il proprio figlio non riesce a staccarsi dallo schermo. In questo caso è molto probabile che si tratti di un vuoto da colmare.

Nuovi studi sui videogames aprono nuove prospettive per la riabilitazione e le capacità cognitive

Dopo svariati studi atti a dimostrare la pericolosità dei videogiochi ultimamente qualcosa è cambiato.

L’Associazione Americana degli Psicologi, l’APA, ha condotto una meta-analisi che ha evidenziato alcuni effetti positivi legati all’utilizzo dei videogiochi.

E’ infatti apparso evidente che alcuni video games tendono a migliorare le capacità cognitive degli utenti, e questo vale anche per gli over 65.

Le caratteristiche dei videogames sembrano influenzare alcune capacità come il ragionamento, l’orientamento spaziale, la percezione ed anche la memoria.

Persino la componente sociale è stata rivista: le social-communities create dai multiplayer games prevedono giocatori da tutto il mondo.

I videogiochi sono stati inseriti anche nella riabilitazione di diversi malati di Parkinson proprio per i motivi sopra citati. Ovviamente è fondamentale dedicare del tempo anche alle attività sociali.

Se è corretto affermare che è sbagliato pensare ai videogiochi esclusivamente come qualcosa di dannoso, è altrettanto vero ricordare che il rischio dipendenza è sempre dietro l’angolo.

Problemi posturali e della vista

Sempre più strutture sanitarie pubbliche, ormai, si interessano alla prevenzione ed il trattamento di questo problema. Sembra infatti che si parli di dipendenza da videogames ormai in età sempre più bassa arrivando anche, addirittura, a 4 o 5 anni.

In forte aumento le cosiddette tecnopatologie, fastidi e problemi legati proprio all’utilizzo di PC, smartphone ed altri device. Un esempio? Il pollice da smartphone che causa dolore proprio nell’area di questa falange, dolore causato dall’utilizzo prolungato del dispositivo.

Non meno importanti anche i problemi legati alla postura sbagliata che molti adolescenti e bambini tendono ad assumere davanti ai videogiochi. Questo, alla lunga, può portare disturbi anche a carico della vista. Meglio quindi portare i propri figli a giocare all’aria aperta il più possibile.

Secondo il segretario generale dell’Associazione Editori Sviluppatori Videogiochi Italiani, Thalita Malagò, è sbagliata la tendenza in atto in Italia a demonizzare i videogiochi. Per questo motivo il nostro Paese ha visto una preoccupante flessione della sperimentazione e creatività legata proprio al settore dei videogames. Secondo la Malagò il problema principale è legato principalmente alla quantità di tempo che bambini ed adolescenti trascorrono a giocare.