Credito al consumo: cos’è e perché richiederlo

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Tra le forme di finanziamento si parla spesso anche del cosiddetto credito al consumo, ovvero quella concessione di credito rivolta a quei soggetti definiti consumatori e concessa da banche o altri professionisti. Il Codice Del Consumo definisce il credito al consumo come la “concessione, nell’esercizio di un’attività commerciale o professionale, di credito sotto forma di dilazione di pagamento, di finanziamento o di altra analoga facilitazione finanziaria a favore della persona fisica che agisce per scopi estranei all’attività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta”.

I tipi di credito al consumo

Esistono più tipologie di credito al consumo; scopriamo quali sono le principali, individuando a quale categoria di persone ed esigenze si rivolgono. Il primo modello di credito al consumo è quello dei prestiti personali, una formula che ha un numero di rate o una scadenza prestabilita. Questa tipologia di finanziamento può non essere vincolata allo scopo per cui è richiesta; con i piccoli prestiti personali permettono di risolvere problemi economici con immediatezza senza dover sottostare alle lungaggini di mutui o finanziamenti di tipo tradizionale.

Un’altra forma di credito al consumo è quella del credito rotativo, ovvero una carta stile bancomat con la quale ottenere credito in base alle necessità di chi l’ha richiesto. Per quel che riguarda i prestiti finalizzati, invece, si tratta di quella tipologia di finanziamento molto diffusa negli ultimi anni e legata all’acquisto di un bene cosiddetto di consumo, che può essere dei mobili, un televisore, l’auto nuova, eccetera o anche di un servizio. Per ottenere un prestito finalizzato ci si rivolge direttamente al venditore che, a fronte di una particolare convenzione, propone il finanziamento da sottoscrivere.

Ultimamente si sente molto parlare della cessione del quinto; si tratta di un prestito personale rivolto a tutti i dipendenti, sia privati che pubblici, che pagano la quota del prestito detraendola dal quinto del loro stipendio. Solitamente per questo tipo di formula il dipendente autorizza il datore di lavoro a non versare il quinto dello stipendio e versarla direttamente alla finanziaria o alla banca che ha concesso il prestito. In sostanza è quindi il datore di lavoro che paga le rate, trattenendole ovviamente dalla busta paga del dipendente.

Limitazioni al credito al consumo

È bene specificare anche quali sono le condizioni che regolamentano il credito al consumo e che negano questa formula. Innanzitutto il finanziamento per essere con le modalità e le garanzie del credito al consumo non può essere superiore ai 30987.41€ né inferiore ai 154.94€. Non vengono considerati tali anche i finanziamenti che non prevedono degli oneri o degli interessi, tutti i mutui che sono finalizzati all’acquisto di un immobile o ad interventi di ristrutturazione e, infine, i finanziamenti che sono rimborsabili in un’unica rata entro e non oltre i 18 mesi dall’erogazione.

Come abbiamo avuto modo di vedere esistono diverse modalità di finanziamento che permettono di ottenere delle agevolazioni nell’acquisto di beni e servizi o per accedere a delle somme di denaro, superando i vincoli che le altre formule tradizionali impongono sia in termini di garanzie che di tempistiche.