Alcuni esami del sangue che possono salvarti la vita, anche se stai bene
Ci sono esami del sangue che conosciamo tutti: emocromo, glicemia, colesterolo. Spesso li facciamo per scrupolo o perché il medico ce li prescrive ogni anno ma ci sono altri test – meno noti, meno richiesti – che possono fare la differenza tra una diagnosi precoce e un intervento tardivo.
Il punto è che molti di questi esami vengono prescritti solo dopo la comparsa dei sintomi, ma la prevenzione funziona davvero quando ci si muove prima, quando ancora il corpo non lancia segnali evidenti, ecco perché è utile sapere quali sono questi esami e perché potrebbero cambiare il corso della propria salute.
Non si tratta di fare analisi che in realtà non servono e “inseguire la paura” ma di imparare a conoscere gli strumenti che la medicina offre per intercettare i segnali più silenziosi di un disturbo in arrivo.
Esami del sangue poco noti ma fondamentali per la prevenzione
Ci sono analisi che, pur non rientrando tra quelle di routine, andrebbero considerate anche da chi non presenta sintomi. Uno degli esempi più rilevanti è il dosaggio della Lipoproteina(a), una particella simile al colesterolo LDL, che però è geneticamente determinata e non si modifica con l’alimentazione o l’attività fisica e, quando presente in quantità elevate, rappresenta un importante fattore di rischio per infarto e ictus, anche in soggetti giovani e apparentemente sani. In Italia è poco conosciuta e raramente prescritta, eppure il suo dosaggio può davvero fare la differenza e lo stesso vale per l’omocisteina: un aminoacido che, se presente in concentrazioni alte nel sangue, è legato a un aumentato rischio cardiovascolare e neurologico.
Un altro esame poco richiesto, ma estremamente utile, è la PCR ultrasensibile, un parametro infiammatorio che può indicare la presenza di un’infiammazione cronica di basso grado: non serve solo a monitorare malattie già diagnosticate, ma può anche suggerire che qualcosa si sta muovendo a livello sistemico; in altre parole, è uno di quei segnali invisibili che il corpo emette in silenzio prima che compaia un sintomo evidente.
Mutazione MTHFR: che cos’è e perché andrebbe conosciuta
Tra i test poco considerati ma fondamentali rientra anche la ricerca della mutazione del gene MTHFR. Questa mutazione può essere presente in forma eterozigote o omozigote e comporta un’alterazione del metabolismo dell’acido folico e dell’omocisteina, cioè la versione eterozigote è la più comune e spesso asintomatica, ma in alcune condizioni può aumentare il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari, patologie trombotiche e complicazioni in gravidanza. Il motivo è che la mutazione comporta una difficoltà nel processo di metilazione, un passaggio metabolico fondamentale per la detossificazione dell’organismo, la regolazione dell’umore, la sintesi del DNA e anche in questo caso, sapere di avere questa predisposizione non significa necessariamente ammalarsi, ma vuol dire poter intervenire per tempo, ad esempio con l’integrazione della forma attiva dell’acido folico (5-MTHF), la riduzione dell’omocisteina, e un monitoraggio costante della salute vascolare.
Valori anomali e segnali nascosti: quando le analisi parlano di tumore
Ci sono casi in cui una semplice analisi del sangue può sollevare il dubbio su una possibile presenza tumorale, non parliamo di diagnosi definitive, ma di indizi che meritano approfondimenti.
L’esempio più noto è il valore del CEA (antigene carcinoembrionario), che può aumentare in presenza di tumori al colon, al pancreas, ai polmoni. Oppure il CA-125, spesso monitorato in caso di rischio per tumore ovarico. Anche i valori di ferritina molto elevati, in assenza di infiammazioni o emorragie, possono indicare la necessità di approfondire con altri esami, dato che alcune neoplasie possono alterare il metabolismo del ferro.
Non si tratta di allarmare, ma di essere consapevoli: alcuni marcatori tumorali possono risultare alterati anche in condizioni benigne, ma se si riscontrano valori fuori norma in persone asintomatiche è giusto procedere con controlli mirati.
Sono molti i casi in cui questi segnali arrivano molto prima dei sintomi veri e propri, e permettono di intervenire quando le possibilità di guarigione sono più alte.
Nel link che segue trovate un approfondimento che spiega come nascono i tumori, importante per comprendere che le cellule tumorali iniziano a svilupparsi spesso in silenzio, e che proprio per questo la diagnosi precoce rappresenta l’unico vero alleato.
Prevenire ictus e infarti: gli esami che vanno oltre colesterolo e pressione
Chi pensa che la prevenzione cardiovascolare si limiti a controllare colesterolo e pressione arteriosa, rischia di sottovalutare altri parametri essenziali. La misurazione dell’apolipoproteina B, per esempio, fornisce un’informazione più precisa sul numero delle particelle LDL che circolano nel sangue, a differenza del colesterolo LDL che ne indica solo la massa totale, un test molto più predittivo soprattutto in soggetti con diabete o sindrome metabolica.
Anche il fibrinogeno, una proteina coinvolta nella coagulazione del sangue, può fornire indizi preziosi: livelli alti possono indicare un’infiammazione in corso o un’aumentata tendenza alla trombosi.
Sempre sottolineando che il dato utile non arriva solo quando la malattia è già presente, ma può essere intercettato anche prima, soprattutto in soggetti che hanno familiarità per infarto o ictus, ma non manifestano sintomi.
Fonti e Note bibliografiche
- Farmacologia clinica delle terapie di associazione nella prevenzione e nel trattamento delle malattie cardiovascolari N Ferri, A Corsini – Giornale Italiano di Cardiologia, 2025 – giornaledicardiologia.it
- L’applicazione italiana delle linee guida europee sulla prevenzione delle malattie S Giampaoli, C Riccio – search.proquest.com
- La prevenzione primaria di tumori e malattie F Faggiano, D Concina, R Molinar… – … & PREVENZIONE, 2014 – researchgate.net
- La prevenzione dei tumori femminili: programmi di screening e diagnosi precoce E Parisi – RAPPORTI ISTISAN, 2003 – iss.it
- La prevenzione primaria di tumori e malattie cardiovascolari: una overview F Faggiano, D Concina, R Molinar… – … & PREVENZIONE, 2014 – researchgate.net
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